mercoledì 4 novembre 2009

Non voglio essere europeo!

Che delusione al sentenza della corte europea sul crocifisso nelle scuole!
Se dopo il ricorso italiano fosse veramente questa la decisione definitiva, io allora non voglio più essere europeo!
Cosa serve sentirsi europei?
Non ci si può considerare europei solo per il fatto di condividerne politiche ed iniziative economiche e finanziarie, ci si sente sotto un comun denominatore solo quando principi, i valori e l'identità coincidono.
Se mi vogliono togliere i segni e i simboli della mia identità per farmi appiattire in una ipotetica identità europea ancora non ben definita, deriva di quella relatività etica che stiamo vivendo in questi anni io dico NO! Preferisco rimanere italiano con i mie pregi e difetti, con la mia cultura, la mia religione e la mia tradizione.

lunedì 2 novembre 2009

Global Warming: "Quando ci si arrampica sugli specchi"

Una prova di come i fautori del grido allarmistico sul Global Warming cerchino di giustificare le proprie tesi anche di fronte a evidenze chiare l'ho avuta sabato mentro in divano guardavo la trasmissione della Rai "Montagne".
In studio c'era un esperto che parlava della mummia di Similaun ovvero dell'antico uomo trovato tra i ghiacci alpini. Elencando le sue caratteristiche e il suo modo di vivere spiegava bene che quello stile di vita e l'abbigliamento che indossava era possibile perchè migliaia di anni fa sulle nostre alpi c'era un clima più caldo dell'attuale e quindi era possibile vivere ad altitudini molto elevate con ritrovamenti di molti insediamenti dove oggi non sarebbe possibile vivere per il freddo e il ghiaccio. A questo punto la domanda ovvia della conduttrice e di molti telespettarori come me è stata: "Ma allora perchè oggi parliamo di riscaldamento globale quando invece ci sono stati periodi ben più caldi dell'attuale?". L'esperto, indubbiamente con una punta di imbarazzo, a questo punto ha risposto con una non risposta ovvero ha buttato li alcune affermazioni senza nessuna giustificazione scientifica provata affermando che con il riscaldamento attuale in atto aggravato dal fattore umano le temperature già elevate dei millenni passati saranno superate tra alcuni decenni...
Chiaramente questo passaggio televisivo mi ha ancora una volta confermato che ormai tutti si gettano sulla questione del Global Warming perchè fa farte del politicamente corretto e serve per avere visibilità ovunque anche se per superare talune evidenze si cerchi la solita arrampicata sugli specchi
Mi fermo, altri commenti sarebbero superflui.

mercoledì 28 ottobre 2009

Un grande centro cristiano finalmente possibile

Sembrerebbe strano, ma la vera novità per le ambizioni di chi vorrebbe un grande centro democratico cristiano viene dall'esito delle primarie del PD.
In effetti l'elezione di Bersani ha spostato a sinistra il baricentro del partito e le componenti più moderate e i cosiddetti teodem non possono rimanere nell'angolo. In questi ultimi mesi all'interno del partito democratico si è molto discusso delle problematiche morali connesse ai valori cristiani che ci vengono dalle nostre origini, e forse Rutelli e C. si erano illusi che forse una coesistenza di valori era possibile. La verità dei fatti ha evidenziato che posizioni scomode come ad esempio il recente voto della Binetti sull'omofobia scateni all'interno del partito delle vere e proprie pulsioni negative che mostrano quanto tutta la volontà di far coesistere laicismo e il mondo cattolico resti solo nelle parole. Ritengo che all'interno del PD ognuno può portare avanti i propri valori ma quando questi valori vengono meno solo per spirito di appartenenza qualche dubbio dovrebbe venire e Rutelli & C. se ne stanno rendendo conto e spero che la convergenza di intenti con l'UDC di Pierferdinando Casini possa portare la nascita ad un nuovo grande centro democratico cristiano dovo ognuno sia libero di esprimersi senza paura di essere messo all'angolo. Un partito dove la nostra grande identità cristiana fatta di valori e principi cerchi di ristabilire quelle priorità che il relativismo etico degli ultimi anni ha messo in discussione con i tristi risultati facilmente riscontrabile nella società moderna.

martedì 13 ottobre 2009

Un nobel che fa curriculum

Ho cercato di leggere e rileggere la motivazione con la quale gli accademici norvegesi hanno premiato Barak Obama con il nobel per la pace, ma purtroppo non sono riuscito a trovare delle motivazioni descritte al passato ma solo presunti meriti che si realizzeranno in futuro, un vero e proprio nobel alla speranza.
Prendo atto della chiaroveggenza di questi luminari, ma ha noi comuni mortali risulta poco chiara questa premiazione credendo che per essere insigniti di tale onorificenza bisognava perlomeno aver fatto qualcosa...
Magari fra qualche anno noi tutti staremo ad elogiare i risultati della politica di Obama con risultati sorprendenti come il disarmo nucleare completato, i nuovi rapporti di amicizia tra Israele e Iran, la Cina diventata grande nazione democratica e così via; ma per ora questa resta fantapolitik e trovo strano premiare un capo di stato perchè in 9 mesi ha parlato e promesso tantissimo tanto da inaugurare una nuova stagione politica, quella della campagna elettorale globale... che ha nel nobel la materializzazione dei primi voti conseguiti.
Comunque dopo il nobel del 2007 all'IPCC e ad Al Gore non ci possiamo sorprendere più di nulla, ormai anche i nobel vengono strumentalizzati a seconda degli usi e delle necessità, inoltre rappresenta uno di quei strumenti utilissimi per indirizzare le "idee e i gusti" dell'opinione pubblica... in fondo un bel nobel nel curriculum secondo il vocabolario del politically correct non si nega a nessuno.

giovedì 24 settembre 2009

La voce degli ignoranti

Un paio di giorni fa in prima pagina sull'"Unità" capeggiava una foto a tutta pagine del nostro pianeta con il titolo "Il Silenzio degli stupidi".
Tutto per il lancio del costoso film del regista Franny Armstrong "The age of Stupid" in concomitanza (guarda caso...) dell'assemblea generale delle Nazioni Unite preceduta da un forum sui cambiamenti climatici.
Gli articoli interni sull'argomento erani poveri di contenuti quanto ricchissimi di gridi allarmistici e disperati sul futuro della nostra terra. La vera ragione di tutta questa pubblicità è cercare in tutti in modi di sensibilizzare l'opinione pubblica anche in vista della conferenza internazionale di Copenaghen, che rischia di essere un clamoroso flop.
Sarà un flop perchè se tra l'opinione pubblica c'è molta ingoranza sulle materie scientifiche che riguardano la climatologia, tra la comunità scientifica comincia a vacillare il pensiero unico ambientalista soprattutto per l'evidenza di alcuni dati scienticici inconfutabili.
La forza di questo pensiero unico purtroppo resta ben radicato in quegli ambienti che necessitano del consenso del grande pubblico, ovvero nella classe dirigente politica (Obama docet) e in quello massmediatico che va letteralmente a nozze con simili notizie sempre seguitissime dal grande pubblico.
Per il resto tornando al quodidiano fondato da Gramsci negli articoli presenti si parlava come al solito di notizie cattura attenzione come il passaggio a nord est e corredato dalle solite foto strappalacrime di orsi che saltano da una banchina all'altra come se ormai fosse il loro ultimo giorno di vita...
E come al solito si tralascia la completezza dell'informazione come la crescita dei ghiacci antartici (stranamente si cita sempre solo l'artico...) e non si fa menzione ai secoli passati guando ci sono stati periodi ben più caldi di questo e anche i vichinghi potevano passare tranquillamente nelle rotte di nord-este e stabilizzarsi anche nella terra verde e fertile Green Land, la oggi freddissima Groenlandia.

giovedì 6 novembre 2008

Siamo sicuri che la vittoria di Obama sia una svolta epocale?

Siamo sicuri che la vittoria di Obama cosi come ci viene descritta dal tam tam mediatico segni una svolta epocale?
Personalmente non classifico ancora l'elezione di Obama come fatto epocale o storico. Penso che il motivo principale della vittoria di Obama non sia nelle sue ricette politiche, peraltro mai dettagliate in campagna, anzi penso che gli States continueranno ad essere gli States, penso che la chiave del successo sia nelle 4 parolini ripetute all'infinito "change" "hope" "pride" "dream" ovvero cambiamento-speraza-orgoglio-sogno e in un momento così difficile per il crollo di molte certezze e dove vedono il rischio di non essere più visti come paese di riferimento mondiale a scapito di paesi emergenti come quelli asiatici il loro patriottismo innato li ha portati a credere ad Obama. Piuttosto sarei molto curioso di sapere qui in Italia da quegli antiamericani di sinistra se pensano veramente che la questa terra guerrafondaia (come dicono) si sia trasformata in un sol giorno in un paese dell'eden...Ripeto se saremo di fronte ad un fatto storico lo vedremo solamente quando il bravo Barack si sarà messo al lavoro e gli slogan si dovranno trasformare in azioni pratiche. Il futuro sarà giudice.

mercoledì 5 novembre 2008

Barack Obama e la grande democrazia statunitense.

Ho seguito le elezioni Usa un pò distrattamente, forse perchè non mi sono fatto coinvolgere dal bombardamento mediatico che ha caratterizzato questa campagna elettorale con continui spot orientati a far credere che eravamo di fronte ad un evento storico. Io sono un pò più cauto e se davvero l'elezione di Obama rappresenterà un evento di portata storica lo sapremo solo quando il nuovo presidente si metterà al lavoro dietro le scrivanie della Casa Bianca.
Di una cosa però sono certo ed è la consapevolezza che la democrazia statunitense è sempre in gran forma e che le nostre dovrebbero inchinarsi di fronte a questa evidenza. Sentir dire a McCain "fino a ieri era il mio rivale ora è il mio presidente" fa quasi emozionare perchè rende veramente tangibile la distanza che separa la nostra vita politica, la nostra cultura dalla loro.