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venerdì 7 novembre 2025

L'arte dell'UE di procrastinare per continuare il business

L'arte dell'UE di procrastinare per continuare il business

🇪🇺💶 Nota le differenze...

Purtroppo la #UE  continua a prenderci per i fondelli!
Una vergogna infinita! 
Sono 30 anni che si procrastinano nel tempo le nefaste previsioni, tanto dicendo "cambiamenti climatici" possono dire tutto ed il contrario di tutto senza il timore di essere smentiti perché non esiste un clima che NON cambia e in questo allarme "indefinito" proliferano i pescecani del business e della politica che si nutrono e sguazzano da sempre nel clima di incertezza e di paura alimentato dall'allarmismo...
Purtroppo in questo mare magnum di follia i piccoli pesci siamo sempre noi cittadini 😡

segui il mio gruppo dove ne parliamo ⬇️





 

venerdì 7 marzo 2025

Rearm Europe o AGW quando l'allarmismo è utilizzato per farci digerire sacrifici di spesa

 



Cosa c'entrano armi e clima? Apparentemente nulla, ma se si analizzano le dinamiche che portano alle decisioni politiche sulle spese comunitarie si può notare come certe scelte siano sostenute dal medesimo filo conduttore: l'allarmismo.

Senza entrare troppo nei tecnicismi geopolitici per il conflitto ucraino-russo e scientifici per quello che riguarda la tesi del Riscaldamento Globale Antropogenico (AGW) voglio evidenziare come il motore che muove queste scelte utilizzato per farci digerire il boccone amaro del surplus di spesa pubblica che gli stati nazionali devono o dovranno sostenere è l'allarmismo, che esso sia un allarmismo che paventi minacce di future guerre o invasioni russe o un allarmismo di un pianeta sempre più caldo dovuto alle emissioni antropiche di CO2.

Purtroppo l'Europa sembra non aver imparato nulla dalle sciagurate e nefaste scelte finanziarie sospinte dall'allarmismo climatico dagli anni 90 ad oggi con le conseguenze che si stanno palesando nella nostra già precaria situazione socio-economica attuale.

E così la Von Der Leyen con la Rearm Europe ancora una volta utilizza questo strumento soffiando sul fuoco dell'allarmismo di guerra con scenari che facciano percepire come indispensabili i sacrifici che inevitabilmente dovremo sostenere per i nuovi piani di investimenti in arsenali bellici.


Gianni Pettinari

7 marzo 2025

venerdì 2 febbraio 2024

Stellantis cadenti

 


    Stellantis continua a chiedere al nostro governo incentivi miliardari per produrre le proprie auto elettriche che nolenti o volenti saranno prodotte sempre in minor misura nei stabilimenti europei.
   
    Le auto elettriche sono il più grande errore dell'industria finanzia occidentale di questo nuovo millennio. Un prodotto che per essere appetibile dal mercato necessita costantemente di essere incentivato è già di per se un'anomalia, ma ormai è evidente che chiamarli incentivi è diventato riduttivo, bisognerebbe chiamarli accanimento terapeutico per un mercato non più economicamente sostenibile e destinato a cadere come le stelle nelle notti di agosto.
        
    Più volte ho parlato che il business climatico alimentato dalla bufala proposta dall'IPCC dagli anni novanta sul riscaldamento globale di origine antropica ci avrebbe portato al default finanziario una volta che la bolla speculativa sarebbe scoppiata, purtroppo non mi sbagliavo e i presunti benefici climatici legati alla diminuzione delle emissioni di CO2 saranno di gran lunga minori dei disastri reali che questa politica finanziaria causerà al nostro occidente, una crisi che provocherà ben più vittime di quelle che si vorrebbero evitare con gli inutili tagli alle emissioni che sono solamente degli specchietti per le allodole per farci digerire più serenamente i maggiori costi che dovremo sostenere, come una zolletta di zucchero prima di uno sciroppo amaro.

    E' ora che si faccia un passo indietro, che si ammetta che l'uomo non c'entra nulla con l'incremento della temperatura (come sostengono tanti scienziati e professori universitari), che il clima ha le sue dinamiche cicliche naturali e continuerà a cambiare come sempre ha fatto con o senza l'uomo e che si dica chiaramente che il progresso tecnologico non può essere imposto ma deve avere il suo corso che può essere rapidissimo in alcuni settori ma in altri come quello della mobilità e in quello energetico  necessita di una transizione più lenta di molti decenni che non discrimini nessuno a partire dai paesi emergenti e più poveri che hanno il diritto di crescere e svilupparsi.

    E soprattutto è ora di concentrarci sulle vere emergenze planetarie come l'inquinamento, le disuguaglianze sociali e alimentari, le guerre, i dissesti idrogeologici, la deforestazione, la cementificazione selvaggio e lasciar perdere la CO2 che non è un gas inquinante ma un elemento fondamentale per la vita sul nostro pianeta.


Pettinari Gianni
2 febbraio 2024




mercoledì 13 dicembre 2023

IL CARROZZONE MEDIATICO DELLA COP 28

 


Si è chiuso il carrozzone mediatico della Cop28 con tanta enfasi ma ZERO fatti concreti e logicamente non poteva essere che così.

Nella bozza finale non compare la dicitura "phase-out", cioè eliminazione graduale dei combustibili fossili, che era presente in una bozza precedente, ma soltanto i soliti generici riferimenti ad una transizione graduale con l'abbandono di tali fonti per il 2050 e ipotetici impegni a tagli delle emissioni (come, quando e perché?).

Statene certi tutti si dichiareranno soddisfatti, parleranno di accordo storico, di impegni importanti, di responsabilità climatica e così via. Ma concretamente cosa cambia? Cosa si vorrebbe cambiare? Nulla! L'importante è essere ambigui, ipotizzare politiche sui generis basate su allarmismi climatici perché la politica e la finanza hanno bisogno di ambiguità per poter alimentare questo enorme business climatico. 
Tutto ben pianificato nel nome delle transizione energetica che è diventata il mantra dell'occidente che vorrebbe continuare ad essere il traino finanziario mondiale, transizione che servirà a far digerire i tanti aggravi di costi cui saranno colpiti i cittadini chiamati a sacrificarsi per quello che è "buono e giusto" nella nuova folle religione climatica.

Per finire vorrei spiegare perché all'inizio di questo articolo ho parlato di "logicamente non poteva esser che così". Innanzitutto perché tutti sanno che allo stato attuale non è lontanamente pensabile abbandonare le fonti fossili che sono la principale fonte di energia mondiale e soprattutto perché ridurle drasticamente significherebbe ridurre in povertà intere nazioni e soprattutto significherebbe impedire la crescita a tutti quegli stati che vorrebbero crescere per arrivare almeno a condizioni di vita accettabili.
Il secondo aspetto è di natura scientifica, ormai il "dogma" dell'IPCC secondo il quale la sola CO2 di origine antropica sarebbe causa dell'attuale aumento delle temperature è messo sempre più in discussione e nella comunità scientifica ci sono sempre più scienziati, ricercatori e accademici che si dicono scettici sulla teoria AGW ( Anthropogenic Global Warming)  e per questo molti ritengono folle stanziare un'enormità di fondi per un emergenza presunta, mentre ci sono tante emergenze vere e drammatiche che andrebbero affrontate subito con ingenti risorse, come le disuguaglianze socio-economiche, le guerre,  i dissesti idrogeologici, l'inquinamento, emergenze sanitarie e così via.



Parlare di cambiamenti climatici equivale dire tutto ed il contrario di tutto, per il semplice motivo che non esiste un clima che NON cambia, il clima cambia  sul nostro pianeta da milioni di anni  e sempre cambierà e l'uomo si adatterà ad esso come sempre ha fatto, Cop o non Cop...


(Gianni Pettinari)


venerdì 14 giugno 2013

4 miliardi per non aumentare l'Iva: ecco la soluzione di buon senso

Quando ho sentito le parole del ministro dello sviluppo Zanonato mi sono cascate letteralmente le braccia.
La sua tesi ovviamente non fa una piega, nel senso che per evitare l'aumento dell'iva di un punto dal 21 al 22% occorrono trovare risorse per 4 miliardi di euro per una decisione presa dal precedente governo.
E questo è il punto, Monti è stato continuamente attaccato da destra a manca per aver fatto delle politiche puramente matematiche come appunto l'aumento dell'iva senza una vera visione programmatica rivolta al futuro ed ora che la destra e la manca sono al governo cosa fanno? Niente.... non possono fare niente.... non possono decidere di bloccare l'aumento dell'iva perchè già deciso dal precedente governo... O mio Dio, svegliatevi, se fino a pochi mesi fa si criticava l'operato di Monti sventolando di avere in tasca le soluzioni magiche per risolvere i problemi ora dite qual erano queste soluzioni!
Nel mio piccolo una soluzione per trovare questi agognati 4 miliardi l'avrei, ma forse sarebbe troppo semplice e scontenterebbe qualche lobbista di stato che sta sguazzando nel mare dei finanziamenti pubblici. Sto parlando degli incentivi annuali al settore del fotovoltaico, e basterebbe tagliare di 4 miliardi (degli oltre 8 annuali) questi inutili e dannosi incentivi  e lasciare l'aliquota iva al 21%. Questa si sarebbe una soluzione facile e di buon senso. Da una parte i contribuenti risparmieranno sulle bollette dove pesano irrimediabilmente questi incentivi e dall'altra si eviterebbe un ulteriore collasso dei consumi.
Sicuramente una soluzione semplice e di buon senso, ma i nostri politici sono sempre molto abili a trovare compromessi e strade più difficili e onerose... per i cittadini.

venerdì 4 marzo 2011

Nucleare: se non ora quando?

Non riesco proprio a capire perchè nonostante ci siano tutte le condizioni per parlare a ragione del nucleare si continua a considerarlo un argomento marginale.
Prima di tutto c'è la crisi dei paesi nord africani che ha mostrato in tutta la sua tragica evidenza la nostra dipendenza energetica (gas e idrocarburi). Purtroppo dopo la nostra masochistica uscita dal nucleare abbiamo dirottato la nostra politica energetica quasi esclusivamente verso il gas e quindi soggetti ai quasi ricatti dei nostri cari amici come Gheddafi o Putin. Con l'idroelettrico che produce oltre il 20% del fabbisogno ma che per motivi evidenti non può essere utilizzato di più, con le rinnovabili che sono usate come costosi specchietti per le allodole belle ma impossibili che nonostante gli incentivi statali degli ultimi anni coprono a malapena l'1,5% del fabbisogno complessivo. E sugli incentivi verso queste ultime apro una parentesi per dire che strutturati così e nella misura attuale, hanno letteralmente drogato il mercato, contribuendo a far nascere una enorme bolla speculativa nel settore che se fra qualche anno scoppierà rischierebbe di creare danni e dissesti finanziari ben superiori ai benefici che gli incentivi stessi hanno procurato.
Basti pensare che in Italia abbiamo un costo medio del megavattora di 60/70 euro mentre ai produttori di fotovoltaico viene pagato 402 euro! Capite perchè vengono anche all'estero ad investire nel settore? Capite perchè i finanzieri hanno fiutato l'affare e ci sono un sacco di abili pescecani che sguazzano in questo mare nostrum degli incentivi pubblici? E chi paga questo surplus? Naturalmente tutti noi cittadini e famiglie (articolo di Sergio Rizzo Corriere della Sera). No, non è così che si incentiva e si sviluppa un paese, è impensabile che l'unica motivazione degli imprenditori del settore siano gli incentivi... in questo modo tutti potrebbero essere abili imprenditori. Nel resto dell'Europa ci si è resi conto dell'anomalia e dell'assurdità di questa politica agli incentivi e stanno correndo ai ripari, dalla Germania, all'Olanda, alla Spagna di Zapatero (qui) fino ai nostri cugini francesi (qui).
E' per questo che l'unica strada percorribile e praticabile è la via del nucleare, che ci permetterebbe di risparmiare sulle nostre bollette elettriche, di svincolarci dalla dipendenza di materie prime (una centrale nucleare richiede pochissima materia prima per creare un enorme quantità di energia, 1kg uranio=20.000.000kg di carbone), di attutire gli effetti delle crisi mondiali come quella attuale, di ridurre le emissioni nocive in aria (una centrale nucleare non ve ne sono!) e di rendere più competitive le nostre già tartassate aziende.
Ormai tutte i più grandi paesi industrializzati (e non solo!) stanno ricominciando a rinvestire nel nucleare con programmi decennali a 50/70 anni, sperando che nel frattempo tecnica e scienza trovino soluzioni e strade più praticabili e sostenibili, come ad esempio vuol fare l'Olanda nel suo innovativo progetto energetico per il futuro che rafforza il nucleare continuando ad incentivare studi e ricerca per cercare soluzioni e mix sostenibili (qui).

martedì 4 maggio 2010

Il nucleare è una priorità

Vorrei qui sinteticamente spiegare il motivo per cui ritengo che il rilancio del nucleare sia indispensabile per la nostra nazione.
Prima ragione è il costo della nostra bolletta elettrica, che è la più alta in Europa. E’ evidente che questo costo elevato è causato dalla dipendenza che abbiamo dalle principali forme energetiche, prime fra tutte quelle di origine fossile, e l’Italia da quando ha abbandonato sciaguratamente il nucleare si è concentrata in prevalenza sul gas.E quella del costo elevato è assolutamente una priorità, perché il maggior costo elettrico si ripercuote inevitabilmente nelle classi più deboli, nelle famiglie e nel tessuto imprenditoriale della piccole e medie attività, che già soffrono la perdita di competitività sui mercati. In quest’ottica il nucleare non è solo un scelta possibile, ma assolutamente necessaria. Considerando che può dare energia in grande quantità in maniera economica, sicura e pulita.
Economica perché il costo di 1 kwh di energia da nucleare costa mediamente non più di 0,035 € (contro i 0,60 del fotovoltaico!) e questo costo si ottiene considerando tutti i costi dalla progettazione della centrale, alla costruzione, alla gestione, allo smaltimento delle scorie fino ai costi della dismissione dopo 40/50 anni.
Sicura, perché allo stato attuale i rischi di eventuali incidenti sono prossimi allo zero, e il tanto evocato spettro di Chernobyl è stato l’unico grande incidente nucleare causato non tanto dalla tecnologia delle centrali ma dal degrado in cui versava il sistema statale comunista ormai prossimo al tracollo. E poi sullo stesso c’è sta una forte campagna ideologizzata che ha fatto molto breccia sulle paure della gente che ha travisato i veri aspetti dell’incidente che ha causato secondo i rapporti ufficiali dell’organizzazione mondiale della sanità meno di 100 morti http://www.unscear.org/.
Un numero che è infinitesimamente più basso dei morti causati negli incidenti nelle altre centrali tradizionali, senza contare i morti dovuti a incidenti in grandi dighe costruite per l’idroelettrico e quelli per i tumori causati appunto dai gas di scarico delle centrali tradizionali oppure ai disastri ambientali come quello che stiamo vedendo adesso in Lousiana.
Anche il problema della radioattività del dopo Chernobyl è stato altamente sopravvalutato, infatti è vero che nelle zone vicine molti bambini sono stati colpiti da una tipologia tumorale alla tiroide, ma la stessa nella stragrande maggioranza dei casi è stata superata.
Pulita, perché è del tutto evidente che in un processo nucleare non c’è la combustione con lo scarico nell’aria delle sostanze tossiche e inquinanti tipiche delle centrali a combustibili fossili, tutto avviene con reazioni controllate all’interno della centrale stessa e tutto il ciclo delle scorie viene fatto con sistemi di controllo molto accurati. Inoltre altro fatto molto importante per chi vuole una riduzione della fantomatica CO2 (anidride carbonica) è la considerazione che nel processo nucleare le emissioni di CO2 sono praticamente uguale a zero.
E’ proprio per questo che influenti ambientalisti (Patrick Moore, James Lovelock ,Chicco Testa, James Hansen) si sono ultimamente detti convinti della scelta nucleare come unica soluzione praticabile per la riduzione di tali emissioni. E evidenza di questo è stata la riapertura al nucleare dello stesso Barak Obama paladino della green economy, che ha recentemente finanziato la costruzione di 2 nuove centrali in Georgia.
Ultima analisi va fatta su un obbiezione molto frequente: ma allora perché non puntare con decisione al solare? La risposta è molto semplice e sta purtroppo nella costatazione della realtà. L’energia fotovoltaico di per se è bellissima, e per questo i finanziamenti e la ricerca in questo campo devono continuare, ma attualmente è del tutto impensabile che si possa sostituire alle forme energetiche tradizionali. Primo perché ad oggi ha un costo talmente sostenuto che se pensassimo di arrivare a soddisfare almeno il 20% del fabbisogno energetico italiano con il solare la spesa pubblica (attraverso il meccanismo degli incentivi) si gonfierebbe a dismisura rischiando di provocare un collasso come quello che stiamo vedendo in altri paesi come la Grecia, l’Irlanda, la Spagna o il Portogallo. Secondo perché se anche installassimo una grande quantità di pannelli solari, non potremo rinunciare a costruire altre centrali tradizionali, perché la l’energia solare non è un energia costante sempre disponibile, ma dipendente dall’irraggiamento (non è sempre mezzogiorno), dall’inclinazione terrestre (stagioni) e dalle condizioni meteorologiche (non sempre il cielo è sereno).
E’ per questo che credo che l’unica alternativa possibile e sostenibile al sistema energetico attuale sia un mix equilibrato fatto di nucleare, idroelettrico e rinnovabili (solare, eolico, energia da rifiuti e biomasse).
Per me questa è una scelta chiara e responsabile, senza nessuna visione ideologica e politica, ma solo di buon senso perché tutti abbiamo a cuore il nostro Paese e a noi che ci viviamo.

venerdì 30 aprile 2010

Acqua privata? No al referendum

In questi giorni è partita la raccolta delle firme per il referendum contro la privatizzazione dell'acqua. Vorrei sinteticamente spiegare perchè sono contrario a questa iniziativa.
Innanzitutto troppo spesso nel nostro Paese si è abusato di questo forte strumento democratico qual'è il referendum, e gli ultimi risultati in termini di partecipazione ne sono l'evidenza. Sul tema dell'acqua penso che questo strumento non sia giusto perchè ho notato troppa strumentalizzazione e poca informazione corretta, e alla fine si potrebbe arrivare a delle scelte populiste ma poco razionali sul piano pratico e di gestione.
Dico solamente che non andrebbero fatte campagne demonizzatrici contro la privatizzazione a prescindere. E' evidente che qualsiasi scelta va fatta con estrema chiarezza e trasparenza, ma vanno analizzati vari fattori, primo fra tutti il diritto di noi cittadini ad avere un servizio e una qualità dell'acqua ottimale. E purtroppo non sempre pubblico vuol dire efficienza. A livello nazionale abbiamo delle situazioni di acquedotti che fanno letteralmente "acqua" da tutte le parti con i conseguenti costi che ne derivano, sia legati all'aspetto economico che a quello della sicurezza (impianti di depurazione al limite della decenza...).
Non è corretto accostare la parola "privato" necessariamente a qualcosa di negativo come vorrebbero far credere i promotori dell'iniziativa, bisogna avere l'onestà intellettuale di riconoscerne anche i vantaggi, legati magari ad una gestione ottimale, con controllo degli sprechi e della qualità.
Ovvio che dovrebbe essere sempre un'autorità pubblica a gestire i controlli sia qualitativi che sulle tariffe per evitare delle speculazioni o delle gestioni improprie.
L'esempio delle telecomunicazioni in questo senso è stato eclatante con tariffe che grazie alla concorrenza si sono ridotte consistentemente.
E poi in ultima analisi, mi chiedo la ragione per cui se molti sono disposti a pagare l'energia solare molto di più rispetto alla tradizionale perché rispettosa dell'ambiente, perché non dovremmo accettare un piccolo aumento dei costi dell'acqua se gli stessi aumenti permettessero una qualità e un servizio ottimali?
Buona giornata e buona riflessione.

giovedì 29 aprile 2010

Il Global Warming motore della green ecomomy

Vorrei parlarvi di alcuni aspetti di un tema che sembra secondario o quasi scontato ma in realtà nasconde molte verità scientifiche poco note e molto strumentalizzate dalla politica: il riscaldamento globale di origine antropologica (Anthropogenenic Global Warming).
Purtroppo c’è molta ignoranza su questo problema che è all’origine della grande confusione che si ha sull’argomento . Basta chiedere a qualcuno cosa sia la CO2 e subito viene fuori un quadro già allarmante e sconfortante, la stragrande maggioranza della gente comune spaccia la CO2 che altro non è che la semplice anidride carbonica (o biossido di carbonio) in un gas inquinante e pericoloso, quando in realtà l’anidride carbonica sta alla base proprio della vita sulla terra entrando nel ciclo vitale delle piante, degli animali, dell’acqua e contribuendo all’effetto serra che permette a tutti noi di abitare il nostro pianeta.
Perché la gente ha questa visione? Semplice, perché c’è stata un’enorme forzatura mediatica gonfiata a dismisura da grandi interessi mondiali che stanno cavalcando la nuova e remunerativa politica della green economy. Da anni ormai leggendo giornali, guardando le tv o quant’altro tutto sembra ruotare sulla concentrazione di CO2 e la sua presunta colpa nel Global Warming , con tanto di scenari apocalittici sempre più terribili e catastrofici.
In realtà, nel mondo scientifico le cose stanno in modo leggermente diverso, e l’ultimo scandalo (il Climategate) che ha colpito vari scienziati dell’IPCC e anche collaboratori del paladino della green economy Al Gore, ha evidenziato quante forzature ci sono state per montare uno scenario quasi apocalittico che in realtà molti studiosi e climatologi hanno notevolmente ridimensionato, costatando che questi cambiamenti climatici poco hanno a che fare con l’uomo ma sono semmai legati alla normale ciclicità climatica del nostro pianeta e della nostra stella: il sole.
Però i grandi mass-media ancora tardano a dare delle giuste e più corrette informazioni, in quanto è evidente che una foto di un orso polare solo su una lastra di ghiaccio spacciato come vittima del GW fa più audience di una notizia magari più rassicurante e meno eclatante.
Sicuramente tutti voi avrete sentito parlare dello scioglimento dei ghiacci del polo nord, della possibilità del passaggio a nord-ovest e così via, ma nessuno vi ha mai detto che i ghiacci del polo-sud non sono mai stati così in salute anzi hanno ultimamente raggiunto i massimi livelli degli ultimi 30 anni. Oppure nessuno vi dice che negli ultimi 10 anni la temperatura globale terrestre non ha subito aumenti (e forse è vero il contrario).
Ma perché alcune evidenze scientifiche non vengono divulgate nei grandi canali mediatici? Semplice, perché sono verità scomode! Scomode al nuovo tipo di business di oggi che fa dell’allarmismo il suo grande motore, capace da solo di smuovere grandissime quantità di capitali (esempi piuttosto eclatanti sulla tecnica allarmistica la ritroviamo anche nella vendita dei vaccini influenzali, influenza suina docet…) e oggi c’è da smuovere il gran complesso della green economy dove gli Stati per giustificare l’uscita di enormi flussi finanziari devono appoggiarsi a delle teorie verosimili che colpiscano l’immaginario collettivo.
Ultima riflessione, ma se invece di spendere palate di denaro nella prevenzione di rischi futuri e difficilmente verificabili, perché non dirottare questi soldi in emergenze ben più attuali e verificabili come la fame nel mondo, le diseguaglianze sociali e i tanti disastri causati dall’uomo nella gestione vandalica del creato? Lascio a voi le possibili risposte.

giovedì 18 febbraio 2010

L'Italia del NO

NO alle centrali nucleari, NO ai rigassificatori, NO alle centrali a combustibili fossili, NO alle discariche, NO ai termovalorizzatori e così via negando.
Questo è il triste panorama che si ha dell'Italia sentendo e leggendo i vari proclami bipartisan dei candidati alle prossime regionali di marzo dove sembra che il vero vincitore sarà chi dimostrerà di negare meglio.
A questo punto la domanda mi sorge spontanea: "Cari amministratori e negazionisti, ma come pensate di procurarvi l'energia per vivere?".
E già perchè sarebbe facile fare appelli alle nuove bellissime e molto trendy energie rinnovabili, sennonchè le stesse hanno 2 problemi pratici ed innegabili, ovvero possono soddisfare solo una piccola quantità dell'enorme fabbisogno energetico nazionale e (guai a chi me lo contesta) sono costosissime. E proprio su quest'ultimo aspetto che vorrei far riflettere chi in questo periodo di crisi cerca di tranquillizzare l'opinione pubblica promettendo misure, pacchetti e minestrine riscaldate anticrisi.
Il costo del conto energetico che stiamo pagando, che è uno dei più alti tra i paesi industrializzati, ha i suoi tragici effetti proprio su quelle categorie che si vorrebbero tutelare con le sopra menzionate misure anticrisi, ovvero la piccola e media industria, il ceto medio sempre meno medio e sempre più povero e infine le classi più disagiate.
Ci vorrebbe un pò di maggiore onestà intellettuale e ammettere che un tale surplus di costi non ce lo possiamo permettere e rimettere le mani su un nuovo e più efficace piano energetico che comprenda un più equilibrato mix energetico, fatto di nucleare, gas, idroelettrico, eolico e solare.
Negare aprioristicamente il nucleare magari potrebbe far conquistare qualche voto in più in questo mare magnum di disinformazione, ma nel lungo periodo si ripercuoterebbe con maggior gravità nel nostro già dissestato tessuto economico-sociale.

venerdì 18 dicembre 2009

Un vaccino contro gli allarmisti

Adesso che qualcuno si comincia a lamentare delle milioni di dosi di vaccino contro il virus dell'influenza A H1N1 rimaste inutilizzate nei depositi delle Asl, mi domando che fine hanno fatto i titoloni allarmistici che riempivano le prime pagine dei giornali fino ad un mese fa.
Purtroppo in questo momento non fa notizia ciò che invece andrebbe rinfacciato ai governanti di tutto il mondo che hanno speso per i vaccini oltre 20 miliardi di euro anticipatamente firmando assegni in bianco alle case farmaceutiche che zitte zitte gongolavano di tali entrate.
Soldi che potevano essere destinati in questi periodi di crisi ad altre finalità sociali ben più utili ed urgenti.
Da segnalare che l'unico vaccino veramente indispensabile per l'umanità non è stato ancora scoperto, ovvero il vaccino contro gli allarmisti. Ormai la la politica e l'economia si fondano sui gridi allarmistici che si propagano tra il pensiero comune della gente attraverso la fitta rete mass mediatica come veri e propri virus pandemici, si insediano tra noi poveri mortali che finiamo per ammalarci di una psicosi il più delle volte ingiustificata.
L'unica cosa certa è che questi virus funzionano e si riproducono, basta solamente individuare l'interesse da promuovere e loro partono all'attacco senza guardare in faccia nessuno, calpestando verità e giustizie. Gli esempi sono ben noti, basti pensare alla mucca pazza, all'aviaria o appunto alla suina, eclatante e attuale è il virus climatico che contagia ogni essere o cosa provocando una psicosi da CO2 considerata dai più gas nocivo e tossico (parliamo semplicemente di anidride carbonica...), si diffonde anche in politica gridando ai pericoli di ritorni a regimi o ad inquisizioni e cosi via dicendo.
L'unica speranza a questo punto è che qualche scienziato di buona volontà scopri questo vaccino che salvi l'umanità.

giovedì 10 dicembre 2009

Non bisogna confondere l'ambiente con il clima

Mamma mia che confusione!
Ascoltando in questi giorni i tg o leggendo i quotidiani ambiente e clima vengono continuamente equiparati e sovrapposti come se si trattassero di 2 entità simili.
In realtà ambiente e clima sono 2 concetti ben diversi, il primo è il creato che ci è stato donato e dove ci troviamo a vivere, il clima è un concetto per descrivere il mutare delle condizioni causato da eventi naturali (freddo, caldo, vento, pioggia ecc. ecc.).
Naturalmente questa sovrapposizione viene creata ad hoc per dare visibilità al vertice di CO2penhagen, ed assuefare le menti dei fruitori passivi di questi mass media.
E' assolutamente ovvio, non essendo masochisti, che ognuno di noi vuol salvaguardare l'ambiente dove abbiamo la fortuna di vivere ed è normale che il dovere di ognuno è quello di tutelare questa enorme ricchezza che abbiamo.
Quello che invece non è assolutamente ovvio (anche se ce lo vogliono far credere...) sono i mutamenti del clima. Il clima è in perenne evoluzione e cambiamento, e fin qui tutti sono d'accordo, ma far credere che l'uomo possa influenzarne il suo corso è una enorme bufala!
Nonostante tutti i titoloni strillati , i premi nobel, le ricerche, gli orsi e i pinguini, non è scientificamente provato e dimostrabile che l'aumento delle temperature dell'ultimo trentennio sia stato causato dall'uomo e dalla sue emissioni.
Il recente scandalo del climategate che da noi (sigh!) non ha avuto la giusta rilevanza mediatica, è la prova di come si possano manipolare dei dati per darlo in pasto per l'uso e il consumo alla politica e alle lobbies della nuova e potente green economy.
Purtroppo questo nuovo e fiorente mercato darà nei prossimi anni fatturati  pari a centinaia di miliardi di dollari  ed è chiaro che a queste enormi cifre corispondano equivalenti enormi interessi...
Ormai questa economia parallela si sta organizzando con tanto di organismi che gestiscono questi emission trading, vere e proprie borse (la prima è stata la Chicago Climate Exchange), speculatori che riporteranno in auge quegli strumenti finanziari speculativi che la crisi degli ultimi 2 anni sembrava aver sepolto, miliardari della CO2 che decidono (loro si...) il bello e il cattivo tempo dell'economia mondiale.
Speriamo che la scienza riesca a sgonfiare questa enorme bolla speculativa che si sta formando e ne eviti lo scoppio, che questa volta potrebbe essere letale per la nostra già dissestata economia.

lunedì 2 novembre 2009

Global Warming: "Quando ci si arrampica sugli specchi"

Una prova di come i fautori del grido allarmistico sul Global Warming cerchino di giustificare le proprie tesi anche di fronte a evidenze chiare l'ho avuta sabato mentro in divano guardavo la trasmissione della Rai "Montagne".
In studio c'era un esperto che parlava della mummia di Similaun ovvero dell'antico uomo trovato tra i ghiacci alpini. Elencando le sue caratteristiche e il suo modo di vivere spiegava bene che quello stile di vita e l'abbigliamento che indossava era possibile perchè migliaia di anni fa sulle nostre alpi c'era un clima più caldo dell'attuale e quindi era possibile vivere ad altitudini molto elevate con ritrovamenti di molti insediamenti dove oggi non sarebbe possibile vivere per il freddo e il ghiaccio. A questo punto la domanda ovvia della conduttrice e di molti telespettarori come me è stata: "Ma allora perchè oggi parliamo di riscaldamento globale quando invece ci sono stati periodi ben più caldi dell'attuale?". L'esperto, indubbiamente con una punta di imbarazzo, a questo punto ha risposto con una non risposta ovvero ha buttato li alcune affermazioni senza nessuna giustificazione scientifica provata affermando che con il riscaldamento attuale in atto aggravato dal fattore umano le temperature già elevate dei millenni passati saranno superate tra alcuni decenni...
Chiaramente questo passaggio televisivo mi ha ancora una volta confermato che ormai tutti si gettano sulla questione del Global Warming perchè fa farte del politicamente corretto e serve per avere visibilità ovunque anche se per superare talune evidenze si cerchi la solita arrampicata sugli specchi
Mi fermo, altri commenti sarebbero superflui.