venerdì 20 maggio 2011

Berlusconi, ha deciso di perdere Milano

Ormai è ufficiale, Berlusconi ha rinunciato a Milano. Non si spiega altrimenti la strategia che abbiamo visto oggi su i 5 tg serali dove ancora una volta ha parlato di sinistra estrema, centri sociali, islam, zingari falci e martelli. E Milano? Ma i problemi di Milano sono solo questi? Il 47% che ha votato Pisapia al primo turno sono tutti estremisti e islamici? Possibile che tra questo 47% non ci siano brave persone, oneste e civili che vorrebbero risolvere i problemi quotidiani di Milano e che non pensano solo alle ideologie?

Al primo turno la Moratti ha perso proprio perché è stata più estremista del più estremo sostenitore di Pisapia ed oggi Berlusconi persevera su questa linea che condurrà la Moratti ad una sconfitta ormai certa.

Che senso ha parlare nel 2011 ancora di certi argomenti come sinistra estrema o bandiere con falce e martello? Per favore qualcuno dica al nostro presidente che siamo nel XXI secolo e il secolo delle ideologie è già passato da diversi anni!

Per carità, io non ho mai nutrito simpatie per un certo tipo di sinistra, ma demonizzarla in questo modo mi sembra il più grosso e incredibile errore che si possa fare oggi, anzi alla fine di ritirarla ancora in ballo qualcuno magari finirebbe per credere che il comunismo in Italia esista ancora.

martedì 17 maggio 2011

Che senso ha parlare ancora di bipolarismo?

Che il bipolarismo italico stile pizza e maccheroni fosse già morto ormai si sapeva, ma ora è giunto il momento di celebrarne i funerali.

Scorrendo i risultati di queste ultime votazioni (anche se amministrative) si vedono solo un paio di partiti un pò sotto il 30%, alcuni tra i 10 e il 20% e una miriade di liste tra il 2 e il 10%.
Sarebbe questo il nostro bipolarismo?

E' chiaro che il il nostro paese è terra di tante idee e tante personalità e racchiuderle in 2 o 3 calderoni è estremamente pericoloso e impossibile. Continuare con questo sistema politico e con questa legge maggioritaria non serve a nessuno, serve semmai a creare ulteriore disaffezione verso la politica (con dati sull'affluenza in costante calo) e dar forza alle componenti più radicali ed estreme.

La gente troppo spesso non si riconosce nei grandi carrozzoni della politica come il PD o PDL perchè non ne capisce i programmi, sono troppo generici, vaghi, tropo anti.... (anti Berlusconi, anti procure, anti magistrati, anti liberalizzazioni, antidituttoun), la gente vuole partiti che stiano vicini ai problemi reali, problemi subito individualizzabili, vuole partiti, non importa se grandi o piccoli, in grado di portare avanti le loro idee nel rispetto delle altre idee. E' per questo che auspico un ritorno al proporzionale che faccia rifiorire le tante anime del territorio con coalizioni responsabili che finalmente ci potrebbero traghettare nella terza repubblica. Certamente sarà un cammino lungo e tortuoso, ma non ci sono alternative per riconquistare la fiducia degli elettori.

martedì 19 aprile 2011

Processo nucleare breve

Con l'emendamento presentato oggi al DL Omnibus, il governo fa un incredibile e repentino dietrofront nella lenta e breve marcia verso il rientro nel nucleare civile qui in Italia.
Pazienza, ce ne faremo una ragione e come sempre andremo avanti.
E' evidente (come lo è sempre stato) che al governo Italiano (a questo come a tutti i precedenti) non gliene freghi un tubo della programmazione energetica, ma è più interessato alla pianificazione presente con una attenzione quasi spasmodica al consenso, non per cercare soluzioni responsabili e percorribili per la gente, ma soluzioni populistiche per cercare di continuare a governare (chi e cosa?), e oggi con il voto amministrativo e i referendum alle porte questa evidenza diviene quasi una certezza.
Poco importa se fra 20 o 30 anni saranno in nostri figli a pagare dazio delle scelte di oggi, l'importante per chi deve decidere in Italia è avere il consenso subito...
Poveri noi, povera Italia.

venerdì 1 aprile 2011

Processo breve? Si potrebbe fare se...

In questi giorni la polemica sulla riforma della giustizia e sulle nuove norme per il processo breve infiammano la scena politica. Da una parte il ministro Alfano con la sua lodevole volontà di dare una scossa alla farraginosa macchina burocratica che sono le aule di tribunale, dall'altra chi si oppone dicendo che è tutta una copertura per archiviare brevemente i processi ad personam del nostro premier. Come al solito la verità non sta mai tutta da una sola parte e a volte un pò di buon senso e fiducia nelle istituzioni sarebbe la cosa più giusta. Dunque quale sarebbe la cosa più ragionevole e comprensibile anche per noi che non siamo dei tecnici della politica e della giustizia? Se come dice il ministro Alfano la sua riforma darà più certezze e snellirà molti processi evitando attese che rischiano di diventare sentenze post mortem..., ma si volesse salvaguardare il corso della giustizia per come era stato concepito fino ad ora, secondo me basterebbe mettere una data che divida i processi in essere che dovranno terminare con le vecchie modalità e iniziare con le nuove procedure da applicare ai nuovi processi. Ai profani sembrerebbe una cosa semplice e di buon senso e forse per una volta un accordo tra maggioranza e opposizione si potrebbe trovare e magari mettere come data di entrata in vigore proprio oggi 01/04/2011... basta che alla fine non ci dicano che sia un pesce d'aprile.... Buona giornata.

venerdì 4 marzo 2011

Nucleare: se non ora quando?

Non riesco proprio a capire perchè nonostante ci siano tutte le condizioni per parlare a ragione del nucleare si continua a considerarlo un argomento marginale.
Prima di tutto c'è la crisi dei paesi nord africani che ha mostrato in tutta la sua tragica evidenza la nostra dipendenza energetica (gas e idrocarburi). Purtroppo dopo la nostra masochistica uscita dal nucleare abbiamo dirottato la nostra politica energetica quasi esclusivamente verso il gas e quindi soggetti ai quasi ricatti dei nostri cari amici come Gheddafi o Putin. Con l'idroelettrico che produce oltre il 20% del fabbisogno ma che per motivi evidenti non può essere utilizzato di più, con le rinnovabili che sono usate come costosi specchietti per le allodole belle ma impossibili che nonostante gli incentivi statali degli ultimi anni coprono a malapena l'1,5% del fabbisogno complessivo. E sugli incentivi verso queste ultime apro una parentesi per dire che strutturati così e nella misura attuale, hanno letteralmente drogato il mercato, contribuendo a far nascere una enorme bolla speculativa nel settore che se fra qualche anno scoppierà rischierebbe di creare danni e dissesti finanziari ben superiori ai benefici che gli incentivi stessi hanno procurato.
Basti pensare che in Italia abbiamo un costo medio del megavattora di 60/70 euro mentre ai produttori di fotovoltaico viene pagato 402 euro! Capite perchè vengono anche all'estero ad investire nel settore? Capite perchè i finanzieri hanno fiutato l'affare e ci sono un sacco di abili pescecani che sguazzano in questo mare nostrum degli incentivi pubblici? E chi paga questo surplus? Naturalmente tutti noi cittadini e famiglie (articolo di Sergio Rizzo Corriere della Sera). No, non è così che si incentiva e si sviluppa un paese, è impensabile che l'unica motivazione degli imprenditori del settore siano gli incentivi... in questo modo tutti potrebbero essere abili imprenditori. Nel resto dell'Europa ci si è resi conto dell'anomalia e dell'assurdità di questa politica agli incentivi e stanno correndo ai ripari, dalla Germania, all'Olanda, alla Spagna di Zapatero (qui) fino ai nostri cugini francesi (qui).
E' per questo che l'unica strada percorribile e praticabile è la via del nucleare, che ci permetterebbe di risparmiare sulle nostre bollette elettriche, di svincolarci dalla dipendenza di materie prime (una centrale nucleare richiede pochissima materia prima per creare un enorme quantità di energia, 1kg uranio=20.000.000kg di carbone), di attutire gli effetti delle crisi mondiali come quella attuale, di ridurre le emissioni nocive in aria (una centrale nucleare non ve ne sono!) e di rendere più competitive le nostre già tartassate aziende.
Ormai tutte i più grandi paesi industrializzati (e non solo!) stanno ricominciando a rinvestire nel nucleare con programmi decennali a 50/70 anni, sperando che nel frattempo tecnica e scienza trovino soluzioni e strade più praticabili e sostenibili, come ad esempio vuol fare l'Olanda nel suo innovativo progetto energetico per il futuro che rafforza il nucleare continuando ad incentivare studi e ricerca per cercare soluzioni e mix sostenibili (qui).

martedì 14 dicembre 2010

La Repubblica delle Banane

Oggi la nostra politica si è mostrata nella sua forma più vera: la Repubblica delle Banane.
Finalmente è stata ufficializzata la nostra entrata nelle elites dei paesi dominati da questo nobile frutto!
Berlusconi ottiene la legittima fiducia con 314 voti contro 311 e potrà continuare a governare legittimamente le sue banane.
La mia non è una forma di disprezzo contro il mio paese è solamente la constatazione di ciò che sia lo stato della nostra politica attuale, con politici che possono passare allegramente dall'IDV al PDL, politici che in un mese aderiscono ad un nuovo partito (FLI) e nel giro di pochi giorni cambiano idea nuovamente e ritornano a dare la fiducia al governo.
Prendiamone atto, accettando lo stato della nostra politica, sperando che quella futura sia migliore.
Inutile fare polemica e dare la Berlusconi di comprare voti, perchè in realtà succede il contrario, ovvero sono i voti che si mettono in vendita ai migliori offerenti...
Come è altresì inutile che Berlusconi & C. continuino con la solita cantilena ripetitiva che sono stati legittimati dal voto di 2 anni fa. In 2 anni cambiano tante cose (a parte la politica) il clima civile cambia e bisogna anche avere il coraggio di rendersene conto. In America dopo 2 anni alle elezioni di midterm hanno vinto i repubblicani e Obama ha fatto un mea culpa pubblica e ha aperto a riforme condivise con l'opposizione.
Ah però... dimenticavo... li sono gli Stati Uniti... qui è Italia la repubblica delle banane.

giovedì 2 dicembre 2010

Wikileaks, Gas e Nucleare

Tra i tanti files messi in reti dal sito Wikileaks ce ne sarebbero alcuni che riguardano presunti accordi tra il Putin e Berlusconi sulle forniture di gas russo con addirittura delle percentuali promesse sui profitti realizzati (fonte reuters).
Ora non sta a me verificare l'autenticità di simili notizie, però il sospetto viene considerando i ritardi ingiustificati sul piano energetico nazionale che riguarda il ritorno del nostro paese al nucleare.
La costruzione di centrali nucleari nel nostro paese significherebbe diminuire la dipendenza dal gas estero che oggi è il combustibile più usato per produrre la nostra energia. Chiaramente una simile piano energetico farebbe saltare in futuro molti degli accordi presi per l'approvigionamento di gas russo e quindi le notizie che circolano su wikileaks appaiano molto verosimili proprio in relazione alla nostra politica energetica e agli interessi economici russi, con il presidente Putin che avendo fiutato la possibilità di minori introiti futuri, farebbe di tutto per incentivare l'uso del gas russo.
Fantapolitica? Forse, però...