lunedì 24 novembre 2025

COP30 o FLOP30?

 COP30 o FLOP30?

Si è chiuso l'ennesimo carrozzone mediatico della COP30 che con il clima e la scienza ormai non hanno più  niente a che fare perché il vero centro di interesse è ormai il business della finanza climatica.
E come le precedenti 29 anche questa COP si è chiusa con un grande FLOP, nessuna decisione rilevante, nessun cenno alla riduzione delle fonti fossili nel documento finale, nulla di nulla se non che vengono triplicati i finanziamenti agli impegni della fantomatica resilienza climatica che possono significare tutto ed il contrario di tutto senza timore di essere smentiti e questo clima di incertezza e di aleatorietà è quello che tanto piace ai pescecani della politica e del business che sguazzano allegramente in questo mare magnum di concetti indefiniti che permette loro di continuare a banchettare con gli enormi capitali messi a disposizioni (questi purtroppo sono veri e non aleatori...)


IL RISCHIO DI CERCARE CONSENSI POLITICI INVECE DI CONSENSI DELLE ANIME

Sono veramente molto dispiaciuto che la Chiesa non si renda conto che sostenendo chi sta speculando sulla teoria AGW (Anthropogenic Global Warming) accelera la propria secolarizzazione con il rischio di essere fagocitata dal pensiero della massa piuttosto che rafforzare il pensiero di Dio.
La Chiesa dovrebbe cercare di trovare il consenso delle anime della gente piuttosto che quello della politica e del business...
Spero che Papa Leone faccia attenzione alle differenze che ci sono tra le vere crisi ed emergenze planetarie e la fantomatica crisi climatica usata o forse abusata dalla politica e dalla finanza.

venerdì 7 novembre 2025

L'arte dell'UE di procrastinare per continuare il business

L'arte dell'UE di procrastinare per continuare il business

🇪🇺💶 Nota le differenze...

Purtroppo la #UE  continua a prenderci per i fondelli!
Una vergogna infinita! 
Sono 30 anni che si procrastinano nel tempo le nefaste previsioni, tanto dicendo "cambiamenti climatici" possono dire tutto ed il contrario di tutto senza il timore di essere smentiti perché non esiste un clima che NON cambia e in questo allarme "indefinito" proliferano i pescecani del business e della politica che si nutrono e sguazzano da sempre nel clima di incertezza e di paura alimentato dall'allarmismo...
Purtroppo in questo mare magnum di follia i piccoli pesci siamo sempre noi cittadini 😡

segui il mio gruppo dove ne parliamo ⬇️





 

venerdì 7 marzo 2025

Rearm Europe o AGW quando l'allarmismo è utilizzato per farci digerire sacrifici di spesa

 



Cosa c'entrano armi e clima? Apparentemente nulla, ma se si analizzano le dinamiche che portano alle decisioni politiche sulle spese comunitarie si può notare come certe scelte siano sostenute dal medesimo filo conduttore: l'allarmismo.

Senza entrare troppo nei tecnicismi geopolitici per il conflitto ucraino-russo e scientifici per quello che riguarda la tesi del Riscaldamento Globale Antropogenico (AGW) voglio evidenziare come il motore che muove queste scelte utilizzato per farci digerire il boccone amaro del surplus di spesa pubblica che gli stati nazionali devono o dovranno sostenere è l'allarmismo, che esso sia un allarmismo che paventi minacce di future guerre o invasioni russe o un allarmismo di un pianeta sempre più caldo dovuto alle emissioni antropiche di CO2.

Purtroppo l'Europa sembra non aver imparato nulla dalle sciagurate e nefaste scelte finanziarie sospinte dall'allarmismo climatico dagli anni 90 ad oggi con le conseguenze che si stanno palesando nella nostra già precaria situazione socio-economica attuale.

E così la Von Der Leyen con la Rearm Europe ancora una volta utilizza questo strumento soffiando sul fuoco dell'allarmismo di guerra con scenari che facciano percepire come indispensabili i sacrifici che inevitabilmente dovremo sostenere per i nuovi piani di investimenti in arsenali bellici.


Gianni Pettinari

7 marzo 2025

venerdì 2 febbraio 2024

Stellantis cadenti

 


    Stellantis continua a chiedere al nostro governo incentivi miliardari per produrre le proprie auto elettriche che nolenti o volenti saranno prodotte sempre in minor misura nei stabilimenti europei.
   
    Le auto elettriche sono il più grande errore dell'industria finanzia occidentale di questo nuovo millennio. Un prodotto che per essere appetibile dal mercato necessita costantemente di essere incentivato è già di per se un'anomalia, ma ormai è evidente che chiamarli incentivi è diventato riduttivo, bisognerebbe chiamarli accanimento terapeutico per un mercato non più economicamente sostenibile e destinato a cadere come le stelle nelle notti di agosto.
        
    Più volte ho parlato che il business climatico alimentato dalla bufala proposta dall'IPCC dagli anni novanta sul riscaldamento globale di origine antropica ci avrebbe portato al default finanziario una volta che la bolla speculativa sarebbe scoppiata, purtroppo non mi sbagliavo e i presunti benefici climatici legati alla diminuzione delle emissioni di CO2 saranno di gran lunga minori dei disastri reali che questa politica finanziaria causerà al nostro occidente, una crisi che provocherà ben più vittime di quelle che si vorrebbero evitare con gli inutili tagli alle emissioni che sono solamente degli specchietti per le allodole per farci digerire più serenamente i maggiori costi che dovremo sostenere, come una zolletta di zucchero prima di uno sciroppo amaro.

    E' ora che si faccia un passo indietro, che si ammetta che l'uomo non c'entra nulla con l'incremento della temperatura (come sostengono tanti scienziati e professori universitari), che il clima ha le sue dinamiche cicliche naturali e continuerà a cambiare come sempre ha fatto con o senza l'uomo e che si dica chiaramente che il progresso tecnologico non può essere imposto ma deve avere il suo corso che può essere rapidissimo in alcuni settori ma in altri come quello della mobilità e in quello energetico  necessita di una transizione più lenta di molti decenni che non discrimini nessuno a partire dai paesi emergenti e più poveri che hanno il diritto di crescere e svilupparsi.

    E soprattutto è ora di concentrarci sulle vere emergenze planetarie come l'inquinamento, le disuguaglianze sociali e alimentari, le guerre, i dissesti idrogeologici, la deforestazione, la cementificazione selvaggio e lasciar perdere la CO2 che non è un gas inquinante ma un elemento fondamentale per la vita sul nostro pianeta.


Pettinari Gianni
2 febbraio 2024




mercoledì 13 dicembre 2023

IL CARROZZONE MEDIATICO DELLA COP 28

 


Si è chiuso il carrozzone mediatico della Cop28 con tanta enfasi ma ZERO fatti concreti e logicamente non poteva essere che così.

Nella bozza finale non compare la dicitura "phase-out", cioè eliminazione graduale dei combustibili fossili, che era presente in una bozza precedente, ma soltanto i soliti generici riferimenti ad una transizione graduale con l'abbandono di tali fonti per il 2050 e ipotetici impegni a tagli delle emissioni (come, quando e perché?).

Statene certi tutti si dichiareranno soddisfatti, parleranno di accordo storico, di impegni importanti, di responsabilità climatica e così via. Ma concretamente cosa cambia? Cosa si vorrebbe cambiare? Nulla! L'importante è essere ambigui, ipotizzare politiche sui generis basate su allarmismi climatici perché la politica e la finanza hanno bisogno di ambiguità per poter alimentare questo enorme business climatico. 
Tutto ben pianificato nel nome delle transizione energetica che è diventata il mantra dell'occidente che vorrebbe continuare ad essere il traino finanziario mondiale, transizione che servirà a far digerire i tanti aggravi di costi cui saranno colpiti i cittadini chiamati a sacrificarsi per quello che è "buono e giusto" nella nuova folle religione climatica.

Per finire vorrei spiegare perché all'inizio di questo articolo ho parlato di "logicamente non poteva esser che così". Innanzitutto perché tutti sanno che allo stato attuale non è lontanamente pensabile abbandonare le fonti fossili che sono la principale fonte di energia mondiale e soprattutto perché ridurle drasticamente significherebbe ridurre in povertà intere nazioni e soprattutto significherebbe impedire la crescita a tutti quegli stati che vorrebbero crescere per arrivare almeno a condizioni di vita accettabili.
Il secondo aspetto è di natura scientifica, ormai il "dogma" dell'IPCC secondo il quale la sola CO2 di origine antropica sarebbe causa dell'attuale aumento delle temperature è messo sempre più in discussione e nella comunità scientifica ci sono sempre più scienziati, ricercatori e accademici che si dicono scettici sulla teoria AGW ( Anthropogenic Global Warming)  e per questo molti ritengono folle stanziare un'enormità di fondi per un emergenza presunta, mentre ci sono tante emergenze vere e drammatiche che andrebbero affrontate subito con ingenti risorse, come le disuguaglianze socio-economiche, le guerre,  i dissesti idrogeologici, l'inquinamento, emergenze sanitarie e così via.



Parlare di cambiamenti climatici equivale dire tutto ed il contrario di tutto, per il semplice motivo che non esiste un clima che NON cambia, il clima cambia  sul nostro pianeta da milioni di anni  e sempre cambierà e l'uomo si adatterà ad esso come sempre ha fatto, Cop o non Cop...


(Gianni Pettinari)


venerdì 14 giugno 2013

4 miliardi per non aumentare l'Iva: ecco la soluzione di buon senso

Quando ho sentito le parole del ministro dello sviluppo Zanonato mi sono cascate letteralmente le braccia.
La sua tesi ovviamente non fa una piega, nel senso che per evitare l'aumento dell'iva di un punto dal 21 al 22% occorrono trovare risorse per 4 miliardi di euro per una decisione presa dal precedente governo.
E questo è il punto, Monti è stato continuamente attaccato da destra a manca per aver fatto delle politiche puramente matematiche come appunto l'aumento dell'iva senza una vera visione programmatica rivolta al futuro ed ora che la destra e la manca sono al governo cosa fanno? Niente.... non possono fare niente.... non possono decidere di bloccare l'aumento dell'iva perchè già deciso dal precedente governo... O mio Dio, svegliatevi, se fino a pochi mesi fa si criticava l'operato di Monti sventolando di avere in tasca le soluzioni magiche per risolvere i problemi ora dite qual erano queste soluzioni!
Nel mio piccolo una soluzione per trovare questi agognati 4 miliardi l'avrei, ma forse sarebbe troppo semplice e scontenterebbe qualche lobbista di stato che sta sguazzando nel mare dei finanziamenti pubblici. Sto parlando degli incentivi annuali al settore del fotovoltaico, e basterebbe tagliare di 4 miliardi (degli oltre 8 annuali) questi inutili e dannosi incentivi  e lasciare l'aliquota iva al 21%. Questa si sarebbe una soluzione facile e di buon senso. Da una parte i contribuenti risparmieranno sulle bollette dove pesano irrimediabilmente questi incentivi e dall'altra si eviterebbe un ulteriore collasso dei consumi.
Sicuramente una soluzione semplice e di buon senso, ma i nostri politici sono sempre molto abili a trovare compromessi e strade più difficili e onerose... per i cittadini.

martedì 11 giugno 2013

da M5S a M2S (Grillo&Casaleggio...)

Con i risultati ufficiali delle ultime amministrative e come era ampiamente prevedibile, il M5Stelle sta perdendo rapidamente pezzi e forse la premiata ditta Grillo&Casaleggio farebbe bene a cambiare il nome al movimento con M2S... le ultime stelle rimaste, ovvero le loro.
Già all'indomani delle elezioni politiche  (elezioni flop) in una mia analisi avevo scritto che del 25% ottenuto non più del 12,50% erano elettori che realmente credevano al movimento e ne conoscevano programmi e intenti, il resto era invece composto da gente che non sapeva nemmeno cosa era il programma di Grillo perché non gliene fregava niente del programma (e nemmeno di Grillo) essendo solamente un voto di protesta. 
E come sempre accade i nodi vengono sempre al pettine e nei capelli scompigliati di Grillo i nodi sono veramente tanti. Dopo le votazioni i tanti scontenti hanno incominciato a conoscere l'essenza (o l'assenza) del movimento che per 2 mesi non ha fatto altro che dimenarsi tra le sterili polemiche e il nulla più assoluto tra dubbi amletici  della presenza in TV si, presenza in TV no, diaria si, diaria no, Rodotà si, Rodotà no, parlamento si, parlamento no... Concretezza? Zero! Con il padre padrone Grillo sempre più verbalmente violento pur di strappare consensi che inevitabilmente calavano a vista d'occhio, perché gli italiani saranno pure fessi, ignoranti, arroganti, creduloni, ma solitamente non si fanno fregare più di una volta.
Certo è che la strada che la politica deve fare per riconquistare la fiducia dei tanti delusi (confluiti nell'astensione) è lunga, però il messaggio dato è chiaro: siamo stanchi dei soliti interminabili scontri, del solito stato di conflitto perenne, dei piccoli interessi del proprio orticello a discapito degli interessi comunitari, dei muri contro muri origine dell'eterno immobilismo italico che ci ha impantanato in una palude da dove non sarà semplice uscire.

venerdì 1 marzo 2013

Elezioni Flop

A freddo, dopo 4 giorni dal voto e quindi senza i condizionamenti degli Istant Sentiment, vorrei provare a fare una personale personale analisi su queste elezioni flop.
Innanzitutto queste elezioni non potevano che essere un flop annunciato vista l'assurdità di una legge elettorale creata ad hoc per un pseudo sistema bipolare (tradizionalmente e culturalmente) mai esistito in Italia, per cui è evidente che con la frammentazione del voto un tale sistema elettorale non poteva che sancire una sicura ingovernabilità.
Poi ci sono i flop di tutti i partiti tradizionali ad iniziare dal tracollo di Berlusconi e del suo PDL anche se per qualche inspiegabile motivo quasi tutti, stampa compresa, continuano ancora a dire che sia stato protagonista di una clamorosa rimonta... Ma per favore... Non scherziamo! Ma quale rimonta? Su quali basi? Forse in base ai sondaggi pre-elettorali? Suvvia un po di serietà, hanno fallito i sondaggi fatti il giorno stesso del voto figurarsi quale attendibilità potevano avere quelli fatti 3 o 4 mesi fa... La verità vera è che il PDL è passato dal 37% al 22% con una perdita del 15% e tutta la coalizione è arrivata ad un misero 30% grazie ad altri 2 flop come quello della Lega e delle altre anime della destra tutte tra l'1 e il 2%. Quindi qualcuno mi dovrebbe spiegare perché perdere il 15% (quindicipercento) significa rimontare.
Altro clamoroso flop è quello del PD e in questo caso trattasi di un flop autoreferenziale in quanto caso unico al mondo lo hanno pianificato, cercato e infine certificato al tavolo delle primarie. E' vero che con il senno di poi è facile parlare, ma l'errore di non aver voluto a tutti i costi la candidatura di Renzi è clamoroso. Hanno cercato di mascherare il tutto con delle primarie farlocche dove la stragrande maggioranza della nomenclatura di partito era schierata con Bersani per cui chi dice che quelle primarie sono state "democratiche" mente sapendo di mentire. Con Renzi il PD sarebbe arrivato tranquillamente a percentuali intorno al 37/38% catturando sia pidiellini delusi e tanti vogliosi di rinnovamento politico che alla fine si sono ritrovati a votare il M5S.
Altro flop certificato è stato poi quello dell'UDC con l'errore fatto da Casini (e anche da Fini per il suo FLI) di credere che Monti sarebbe stato un traino per un centro ancora decisivo per le sorti del paese e invece la Lista Civica di Monti ha letteralmente fagocitato sia il voto UDC che quello del FLI. Anche qui con il senno di poi risulta evidente che l'Unione di Centro doveva avere il coraggio di andare da sola come aveva fatto nel 2008 dopo il rifiuto a Berlusconi padre-padrone del suo centrodestra.
Nell'area di centro c'è poi il floppino di Mario Monti che pur ottenendo un buon risultato per la sua lista ha fallito il confronto con il populismo dilagante e non è riuscito a far passare il suo messaggio, ma c'è da dire che contro la demagogia dilagante di questa campagna elettorale difficilmente avrebbe potuto far di più. Altri flop significativi ma ampiamente preventivabili sono stati quelli dei movimenti di Igroia/Di Pietro con la loro Rivoluzione Civile  e Fare per Fermare il Declino di Oscar Giannino con quest'ultimo (senza entrare nella vicenda sopravvalutata delle lauree) che poteva avere tutt'altro peso e rilevanza se incluso in una eventuale alleanza centrista e moderata.
Infine rimane da analizzare il 25% del movimento di Grillo che io divido in 2 blocchi, con il primo 12,5% composto da attivisti, da gente impegnata che crede nel programma del M5S e non voglio entrare qui nel contenuto di tale programma, che al di là dei sacrosanti tagli che tutti vogliono è assolutamente un programma surreale demagogico e sicuramente suicida per la nostra già traballante economia. Il secondo blocco del 12,5% composto invece da gente che non sa nemmeno cosa sia il programma di Grillo perché non gliene frega niente del programma (e nemmeno di Grillo) essendo solamente un voto di protesta e siccome il voto dovrebbe essere una libera espressione della volontà personale e una chiara indicazione su come si vorrebbe governare e amministrare lo Stato, usandolo solamente per protestare senza nessuna indicazione è già solo per questo motivo l'ennesimo flop!

martedì 5 febbraio 2013

La campagna elettorale perfetta!

Ultimamente dopo aver sentito alcune deliranti dichiarazioni mi sono sempre più convinto che potrei ottenere un sacco di voti ed avrei già pronta una campagna elettorale con tante belle proposte ad hoc del tipo: "Se mi votate e sarò eletto vi rimborserò l'IMU (il copyright non è mio...), il 50% dell'IRPEF 2011/2012, inoltre restituirò tutte le TASSE RIFIUTI dal 2002 al 2012 e con la speciale promozione "porta un amico" avrete addizionali regionali e comunali gratis per il prossimo anno e con l'offerta vota 2 prendi 3 BOLLO auto gratis per i prossimi 5 anni di legislatura ed ancora straordinaria raccolta bollini con 20€ di rimborsi ogni rifornimento di carburante e CANONE Rai gratis per sempre!
Al ministero per gli affari interni affiderei un piano di fattibilità sul Bunga Bunga mutuabile ed accessibile a tutti  e se sarò eletto al primo consiglio dei ministri proporrò l'abolizione immediata dell'IRPEF, dell'IRAP e IRES e per la politica estera la conquista dell'IRAQ e dell'IRAN...
Naturalmente la campagna mediatica sarà affidata ad uno stratega unico nel suo genere di cui si sono avvalsi i maggiori leader mondiali: il principe Antonio de Curtis...
Guardate lo spot elettorale: Vota Antonio!

martedì 8 gennaio 2013

Populismo: Berlusconi in lotta contro se stesso


Berlusconi e gli ormai populisti del PDL attaccano Monti per l'IMU e promettono di abolirla dimenticando  che è stata la Lega Nord a proporla nelle commissioni parlamentari nella famosa bozza sul federalismo fiscale che al suo interno conteneva proprio l’Imposta Municipale Unica (IMU). Il decreto sul federalismo fiscale è nel frattempo diventato legge (decreto14 marzo 2011 n. 23) in piena bufera giudiziaria e calo di consensi che investiva il Cavaliere. Il PDL è stato costretto ad approvarlo in blocco, senza fare emendamenti, per paura che Bossi negasse l’appoggio al governo.

giovedì 20 dicembre 2012

Moderato o non moderato, questo è il problema

Certe affermazioni di Berlusconi potrebbero far un certo effetto ad un ascoltatore distratto e poco attento, ma se si analizza bene il contenuto di quello che dice si rimane veramente stupiti da quanta ipocrisia c'è dietro  queste parole.
Da qualche giorno l'ex premier ripete come una cantilena la solita affermazione di voler unire i moderati,  se i moderati si dividono, se i moderati di qui se i moderati di qua e cosi via moderando...
Ma vi rendete conto che ci vuol vendere fumo? Almeno ci spieghi cosa significa per lui essere moderato, sennò come si fa a capirlo?  La moderazione è dire che lo spread non esiste? Che lui con la situazione attuale non centra? Che dobbiamo uscire dall'euro e magari anche dall'unione europea? Ma gli altri italiani o partiti che non la pensano come lui sono tutti dei non moderati?
Se questa è la sua moderazione sono felice di essere un non moderato!

giovedì 4 ottobre 2012

Riordino, abolisco o accorpo? I tentennamenti politici di Monti

Da quando è al governo Mario Monti sta sfogliando i petali della margherita sul tema delle province con un susseguirsi estenuante e inconcludente di "riordino o non riordino?", "abolisco o non abolisco?", "accorpo o non accorpo?" e sinceramente ci siamo stancati per non dire che ci sentiamo presi in giro e quasi impotenti di fronte ai tanti, troppi, campanili e interessi localistici che immobilizzano la nostra politica. Ormai è evidente a tutti che abolire le province significa risparmiare tanto ed è proprio di questi giorni l'analisi di Confersercenti che stima un risparmio di ben 4,5 miliardi di euro se venissero abolite TUTTE le province (link), talmente evidente che da lassù nell'eterna campagna propagandista tutti lo dicono ...ma nessuno lo fa. Il nostro presidente Mario Monti da buon tecnico aveva prospettato l'abolizione delle province sin dal suo insediamento, ma poi i consigli politici lo hanno costretto ad una retromarcia e così si è passati alla linea dell'accorpamento, ma anche il termine accorpare non è stato digerito dalle amministrazioni locali e da ultimo nel decreto sulla spending review è stato introdotto un più generico e morbido riordino. Purtroppo anche il riordino ha scatenato una valanga di ricorsi campanilistici con Varese che non vuol andare con Como, Ascoli Piceno con Macerata, Alessandria con Asti, Novara con Vercelli e così via. Chiaramente fanno passare queste proteste come motivate da tradizioni storiche, usi, costumi sociali ecc. ecc. ma in realtà queste sono tutte balle! A noi cittadini non interessa un tubo da chi siamo amministrati (da Ancona piuttosto che da Pesaro da Roma o da Milano) piuttosto ci solleva sapere di essere amministrati bene e senza sprechi, poi le nostre radici territoriali rimarranno sempre (perché cancellare una provincia amministrativa non significa affatto cancellare il territorio che resta e resterà per sempre!) e allora la verità di queste proteste sono proprio gli italici interessi della miriade di orticelli politici che ogni amministratore locale coltiva con cura... e per questo spero che Monti per una volta faccia il tecnico serio e si renda conto che la via del riordino è sbagliata perché aprirebbe una serie infinita di contestazioni e di rivendicazioni perché le cose fatte a metà generano sempre equivoci, scontenti e malumori quindi se si deve fare qualcosa di ben fatto le province vanno abolite TUTTE e SUBITO riorganizzando le competenze con gli altri enti locali già esistenti (comuni e regioni). A quel punto tutti i politici locali sarebbero un po' più scontenti per aver perso qualche privilegio ma tutti noi cittadini saremo forse un po' meno diffidenti della politica.

giovedì 19 luglio 2012

Il referendum sulle indennità ai parlamentari? Una grossa bufala!


In questi giorni in rete si moltiplicano gli appelli per andare a firmare in favore del referendum sull'abolizione delle indennità parlamentari.
Il mio parere è che si tratta di un referendum “BUFALA”,  quindi secondo me è inutile andare a firmare!

Ma sapete cosa vuole abrogare? Solamente l’articolo 2 che parla solamente delle indennità di trasferta (vedi qui)!

Sarebbe l’ennesimo referendum che ci farà sprecare un sacco di soldi perché il risparmio che si otterrebbe sarebbe ben inferiore del costo del referendum stesso, senza contare poi il problema che se anche venissero raccolte le firme necessarie ci sarebbero serie difficoltà ad organizzarlo entro i tempi di legge per via delle elezioni amministrative del 2013.
Gli unici che ci guadagnerebbero davvero sarebbero quelli del comitato promotore, il fantomatico partito Unione Popolare (link) che sta promuovendo questo referendum esclusivamente per scopi populistici, elettorali ed economici con i rimborsi elettorali previsti.
Abbiamo un parlamento e delle istituzioni per fare e modificare le leggi ed è giusto che prendano atto del sentimento popolare attuale e legiferino sulla materia delle indennità con i tagli opportuni. E' vero che in passato non hanno rispettato gli impegni su tanti aspetti della vita pubblica con decisioni e scelte catastrofiche e discutibili, ma non possiamo "dar per scontato" che i "nostri" rappresentanti da "noi" eletti non lo faranno in futuro, perché sarebbe la fine della civile democrazia.
La fiducia nella possibilità che si possa cambiare è l'essenza per andare avanti e affrontare il futuro.
Quindi fate attenzione… e non perdete tempo per le firme!

mercoledì 9 maggio 2012

Grillo o non Grillo, il falso bipolarismo è finito!

Finalmente ce ne siamo liberati una volta per tutte!
Non se ne poteva più di questo falso bipolarismo che aleggiava sulla nostra politica condizionandola e falsandola. Nelle ultime elezioni amministrative la grande frammentazione partitica (assolutamente fisiologica e positiva in Italia) è di nuovo tornata al posto che le compete per tradizione nel panorama politico nazionale. E questo grazie alla fine dell'illusione che ci potessero essere solamente 2 poli di attrazione come in certe democrazie di stampo anglosassone con il fallimento di coloro che avevano cullato il sogno che si potessero aggregare le idee come si riempe un carrello della spesa (il 5% di quello più il 15% di quell'altro una manciata di voti lì un pò la e il polo è fatto...) in primis il PDL che aveva riempito il proprio carrello da un predellino.
E' per questo che il popolo italiano si è ribellato a questa impostazione schematica che ne aveva ridotto le capacità di espressione e di protesta, e la protesta è sfociata nell'antipolitica, nei movimenti provocatori e dissacratori alla Grillo nelle liste civiche e cosi via.
Ora non resta che da lassù qualcuno ne prenda coscienza e dia al popolo sovrano una degna risposta, partendo da quella riforma elettorale che dovrà sancire il ritorno al proporzionale, unico modo con cui le mille anime del nostro Paese si possono esprimere e farsi rappresentare.

martedì 8 novembre 2011

Genova 1970 "prevedere e provvedere"

Purtroppo in queste ore difficili, si sentono commenti di politici e non solo che predicano questi fenomeni come imprevedibili e dovuti ai famigerati cambiamenti climatici.
A me sembra un nascondersi per non vedere quello che non è stato fatto in questi anni! Altro che cambiamenti climatici, purtroppo sono fenomeni che rientrano nella normale ciclicità climatica (10,20,30 o 50 anni) accentuati dal dissesto geologico e alla cementificazione edilizia intensiva, sta all'uomo adoperarsi per ridurre al minimo i rischi!
Guadate le immagini dell'alluvione che ha colpito Genova nel 1970 (link) con le parole del giornalista Cesare Viazzi che termina così: prevedere e provvedere.
Sono passati più di 40 anni, oggi si prevede ma non si è mai provveduto. Invece di parlare di cambiamenti climatici i politici passino ai fatti!


martedì 14 giugno 2011

Volete abrogare l'era Berlusconi: SI o NO

Il nostro presidente del Consiglio continua nel suo lavoro per cercare di perdere consensi.... sicuramente ha deciso di uscire dalla politica e cerca di impegnarsi in ogni modo per farlo!
E cosi dopo 20 giorni dalla fine della masochistica campagna delle amministrative (leggi qui) è riuscito nell'intento di prendersi l'ennesima batosta dalla gente che evidentemente ormai è stanca del suo modo di fare, della sui dubbi comportamenti morali privati e pubblici e soprattutto non riesce ad essese più credibile perchè non difende nemmeno le sue leggi e le sue strategie.
Ecco perchè i quesiti referendari che i cittadini hanno trovato dentro le schede sono diventati: volete voi abrogare definitivamente l'era Berlusconi SI o NO e il risultato è stato chiarissimo.
Personalmente penso che per il bene di tutti (destra sinistra centro) i PDL debba trovarsi da subito nuovi candidati, perchè per un dialogo serio e costruttivo le parti in gioco devono essere sempre più di una e poi chissà se una volta finita l'era Berlusconi non si riesca nel miracolo di superare l'era dei muri contro muri? Già, proprio questi muri di gomma sono stati sempre stati le vere palle ai nostri piedi, muri che hanno portato solo asti e atriti nel nostro paese, questi eterni scontri che spero vivamente si tramutino in confronti.
Ultima analisi sui quesiti referendari... e qui iniziano le perplessità. Ma siamo sicuri di aver capito bene i temi in oggetto? Sinceramente penso che la gente italiana abbia perso una grossa opportunità per confrontarsi e conoscere certi temi, primo fra tutti il nucleare. Avevamo una straordinaria occasione per poter discutere serenamente su questa tecnologia illustrando pregi e difetti per poter dare finalmente un giudizio sul principio tecnico e non solo emotivo o ideologico... purtroppo non è stato possibile anche per i motivi citati sopra (di cui Berlusconi inevitabilmente pagherà) ed ora speriamo nel futuro, perchè non basta riempirsi la bocca con belle parole come sostenibilità, energie rinnovabili, sole o acqua.... Il piano energetico è fatto di cifre e numeri concreti e ad oggi purtroppo certe tecnologie belle a dirsi e da tutte auspicabili sono lungi dal essere via praticabili subito da tutti. E per tutti intendo soprattutto la maggiorparte delle persone che vive in una specie di limbo al confine tra la povertà e la sopravvivenza, sono le famiglie e sono le piccole e medie imprese che non hanno bisogno di belle parole ma di fatti concreti e purtroppo ad oggi dire che un pannello solare sia la soluzione (bello ma impossibile dal punto di vista fisico ed economico) sa tanto di promessa... e le promesse non servono per mangiare.

venerdì 20 maggio 2011

Berlusconi, ha deciso di perdere Milano

Ormai è ufficiale, Berlusconi ha rinunciato a Milano. Non si spiega altrimenti la strategia che abbiamo visto oggi su i 5 tg serali dove ancora una volta ha parlato di sinistra estrema, centri sociali, islam, zingari falci e martelli. E Milano? Ma i problemi di Milano sono solo questi? Il 47% che ha votato Pisapia al primo turno sono tutti estremisti e islamici? Possibile che tra questo 47% non ci siano brave persone, oneste e civili che vorrebbero risolvere i problemi quotidiani di Milano e che non pensano solo alle ideologie?

Al primo turno la Moratti ha perso proprio perché è stata più estremista del più estremo sostenitore di Pisapia ed oggi Berlusconi persevera su questa linea che condurrà la Moratti ad una sconfitta ormai certa.

Che senso ha parlare nel 2011 ancora di certi argomenti come sinistra estrema o bandiere con falce e martello? Per favore qualcuno dica al nostro presidente che siamo nel XXI secolo e il secolo delle ideologie è già passato da diversi anni!

Per carità, io non ho mai nutrito simpatie per un certo tipo di sinistra, ma demonizzarla in questo modo mi sembra il più grosso e incredibile errore che si possa fare oggi, anzi alla fine di ritirarla ancora in ballo qualcuno magari finirebbe per credere che il comunismo in Italia esista ancora.

martedì 17 maggio 2011

Che senso ha parlare ancora di bipolarismo?

Che il bipolarismo italico stile pizza e maccheroni fosse già morto ormai si sapeva, ma ora è giunto il momento di celebrarne i funerali.

Scorrendo i risultati di queste ultime votazioni (anche se amministrative) si vedono solo un paio di partiti un pò sotto il 30%, alcuni tra i 10 e il 20% e una miriade di liste tra il 2 e il 10%.
Sarebbe questo il nostro bipolarismo?

E' chiaro che il il nostro paese è terra di tante idee e tante personalità e racchiuderle in 2 o 3 calderoni è estremamente pericoloso e impossibile. Continuare con questo sistema politico e con questa legge maggioritaria non serve a nessuno, serve semmai a creare ulteriore disaffezione verso la politica (con dati sull'affluenza in costante calo) e dar forza alle componenti più radicali ed estreme.

La gente troppo spesso non si riconosce nei grandi carrozzoni della politica come il PD o PDL perchè non ne capisce i programmi, sono troppo generici, vaghi, tropo anti.... (anti Berlusconi, anti procure, anti magistrati, anti liberalizzazioni, antidituttoun), la gente vuole partiti che stiano vicini ai problemi reali, problemi subito individualizzabili, vuole partiti, non importa se grandi o piccoli, in grado di portare avanti le loro idee nel rispetto delle altre idee. E' per questo che auspico un ritorno al proporzionale che faccia rifiorire le tante anime del territorio con coalizioni responsabili che finalmente ci potrebbero traghettare nella terza repubblica. Certamente sarà un cammino lungo e tortuoso, ma non ci sono alternative per riconquistare la fiducia degli elettori.

martedì 19 aprile 2011

Processo nucleare breve

Con l'emendamento presentato oggi al DL Omnibus, il governo fa un incredibile e repentino dietrofront nella lenta e breve marcia verso il rientro nel nucleare civile qui in Italia.
Pazienza, ce ne faremo una ragione e come sempre andremo avanti.
E' evidente (come lo è sempre stato) che al governo Italiano (a questo come a tutti i precedenti) non gliene freghi un tubo della programmazione energetica, ma è più interessato alla pianificazione presente con una attenzione quasi spasmodica al consenso, non per cercare soluzioni responsabili e percorribili per la gente, ma soluzioni populistiche per cercare di continuare a governare (chi e cosa?), e oggi con il voto amministrativo e i referendum alle porte questa evidenza diviene quasi una certezza.
Poco importa se fra 20 o 30 anni saranno in nostri figli a pagare dazio delle scelte di oggi, l'importante per chi deve decidere in Italia è avere il consenso subito...
Poveri noi, povera Italia.