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mercoledì 30 settembre 2026

Mix energetico spagnolo e rinnovabili, "Tutto molto bello", oppure no?




Molti politici (e non solo) portano ad esempio la Spagna come sistema energetico virtuoso da imitare perché hanno un mix energetico con il 55% di rinnovabili.

Sulla carta "tutto molto bello" direbbe il compianto Bruno Pizzul... Ma non tutto è oro quello che luccica e non tutto è eolico quello che soffia... 

Come potete leggere dall'articolo pubblicato sul "Periodico dell'Energia" spagnolo (link) purtroppo la discontinuità di queste fonti energetiche (solare ed eolico) sta dando non pochi problemi in Spagna che dopo il più grande #Blackout della storia dell'aprile 2025 deve ancora oggi far fronte a improvvisi cali di potenza che generano frequenti distacchi nel settore industriale che mettono a rischio la competitività di tante aziende.


venerdì 2 febbraio 2024

Stellantis cadenti

 


    Stellantis continua a chiedere al nostro governo incentivi miliardari per produrre le proprie auto elettriche che nolenti o volenti saranno prodotte sempre in minor misura nei stabilimenti europei.
   
    Le auto elettriche sono il più grande errore dell'industria finanzia occidentale di questo nuovo millennio. Un prodotto che per essere appetibile dal mercato necessita costantemente di essere incentivato è già di per se un'anomalia, ma ormai è evidente che chiamarli incentivi è diventato riduttivo, bisognerebbe chiamarli accanimento terapeutico per un mercato non più economicamente sostenibile e destinato a cadere come le stelle nelle notti di agosto.
        
    Più volte ho parlato che il business climatico alimentato dalla bufala proposta dall'IPCC dagli anni novanta sul riscaldamento globale di origine antropica ci avrebbe portato al default finanziario una volta che la bolla speculativa sarebbe scoppiata, purtroppo non mi sbagliavo e i presunti benefici climatici legati alla diminuzione delle emissioni di CO2 saranno di gran lunga minori dei disastri reali che questa politica finanziaria causerà al nostro occidente, una crisi che provocherà ben più vittime di quelle che si vorrebbero evitare con gli inutili tagli alle emissioni che sono solamente degli specchietti per le allodole per farci digerire più serenamente i maggiori costi che dovremo sostenere, come una zolletta di zucchero prima di uno sciroppo amaro.

    E' ora che si faccia un passo indietro, che si ammetta che l'uomo non c'entra nulla con l'incremento della temperatura (come sostengono tanti scienziati e professori universitari), che il clima ha le sue dinamiche cicliche naturali e continuerà a cambiare come sempre ha fatto con o senza l'uomo e che si dica chiaramente che il progresso tecnologico non può essere imposto ma deve avere il suo corso che può essere rapidissimo in alcuni settori ma in altri come quello della mobilità e in quello energetico  necessita di una transizione più lenta di molti decenni che non discrimini nessuno a partire dai paesi emergenti e più poveri che hanno il diritto di crescere e svilupparsi.

    E soprattutto è ora di concentrarci sulle vere emergenze planetarie come l'inquinamento, le disuguaglianze sociali e alimentari, le guerre, i dissesti idrogeologici, la deforestazione, la cementificazione selvaggio e lasciar perdere la CO2 che non è un gas inquinante ma un elemento fondamentale per la vita sul nostro pianeta.


Pettinari Gianni
2 febbraio 2024




martedì 4 maggio 2010

Il nucleare è una priorità

Vorrei qui sinteticamente spiegare il motivo per cui ritengo che il rilancio del nucleare sia indispensabile per la nostra nazione.
Prima ragione è il costo della nostra bolletta elettrica, che è la più alta in Europa. E’ evidente che questo costo elevato è causato dalla dipendenza che abbiamo dalle principali forme energetiche, prime fra tutte quelle di origine fossile, e l’Italia da quando ha abbandonato sciaguratamente il nucleare si è concentrata in prevalenza sul gas.E quella del costo elevato è assolutamente una priorità, perché il maggior costo elettrico si ripercuote inevitabilmente nelle classi più deboli, nelle famiglie e nel tessuto imprenditoriale della piccole e medie attività, che già soffrono la perdita di competitività sui mercati. In quest’ottica il nucleare non è solo un scelta possibile, ma assolutamente necessaria. Considerando che può dare energia in grande quantità in maniera economica, sicura e pulita.
Economica perché il costo di 1 kwh di energia da nucleare costa mediamente non più di 0,035 € (contro i 0,60 del fotovoltaico!) e questo costo si ottiene considerando tutti i costi dalla progettazione della centrale, alla costruzione, alla gestione, allo smaltimento delle scorie fino ai costi della dismissione dopo 40/50 anni.
Sicura, perché allo stato attuale i rischi di eventuali incidenti sono prossimi allo zero, e il tanto evocato spettro di Chernobyl è stato l’unico grande incidente nucleare causato non tanto dalla tecnologia delle centrali ma dal degrado in cui versava il sistema statale comunista ormai prossimo al tracollo. E poi sullo stesso c’è sta una forte campagna ideologizzata che ha fatto molto breccia sulle paure della gente che ha travisato i veri aspetti dell’incidente che ha causato secondo i rapporti ufficiali dell’organizzazione mondiale della sanità meno di 100 morti http://www.unscear.org/.
Un numero che è infinitesimamente più basso dei morti causati negli incidenti nelle altre centrali tradizionali, senza contare i morti dovuti a incidenti in grandi dighe costruite per l’idroelettrico e quelli per i tumori causati appunto dai gas di scarico delle centrali tradizionali oppure ai disastri ambientali come quello che stiamo vedendo adesso in Lousiana.
Anche il problema della radioattività del dopo Chernobyl è stato altamente sopravvalutato, infatti è vero che nelle zone vicine molti bambini sono stati colpiti da una tipologia tumorale alla tiroide, ma la stessa nella stragrande maggioranza dei casi è stata superata.
Pulita, perché è del tutto evidente che in un processo nucleare non c’è la combustione con lo scarico nell’aria delle sostanze tossiche e inquinanti tipiche delle centrali a combustibili fossili, tutto avviene con reazioni controllate all’interno della centrale stessa e tutto il ciclo delle scorie viene fatto con sistemi di controllo molto accurati. Inoltre altro fatto molto importante per chi vuole una riduzione della fantomatica CO2 (anidride carbonica) è la considerazione che nel processo nucleare le emissioni di CO2 sono praticamente uguale a zero.
E’ proprio per questo che influenti ambientalisti (Patrick Moore, James Lovelock ,Chicco Testa, James Hansen) si sono ultimamente detti convinti della scelta nucleare come unica soluzione praticabile per la riduzione di tali emissioni. E evidenza di questo è stata la riapertura al nucleare dello stesso Barak Obama paladino della green economy, che ha recentemente finanziato la costruzione di 2 nuove centrali in Georgia.
Ultima analisi va fatta su un obbiezione molto frequente: ma allora perché non puntare con decisione al solare? La risposta è molto semplice e sta purtroppo nella costatazione della realtà. L’energia fotovoltaico di per se è bellissima, e per questo i finanziamenti e la ricerca in questo campo devono continuare, ma attualmente è del tutto impensabile che si possa sostituire alle forme energetiche tradizionali. Primo perché ad oggi ha un costo talmente sostenuto che se pensassimo di arrivare a soddisfare almeno il 20% del fabbisogno energetico italiano con il solare la spesa pubblica (attraverso il meccanismo degli incentivi) si gonfierebbe a dismisura rischiando di provocare un collasso come quello che stiamo vedendo in altri paesi come la Grecia, l’Irlanda, la Spagna o il Portogallo. Secondo perché se anche installassimo una grande quantità di pannelli solari, non potremo rinunciare a costruire altre centrali tradizionali, perché la l’energia solare non è un energia costante sempre disponibile, ma dipendente dall’irraggiamento (non è sempre mezzogiorno), dall’inclinazione terrestre (stagioni) e dalle condizioni meteorologiche (non sempre il cielo è sereno).
E’ per questo che credo che l’unica alternativa possibile e sostenibile al sistema energetico attuale sia un mix equilibrato fatto di nucleare, idroelettrico e rinnovabili (solare, eolico, energia da rifiuti e biomasse).
Per me questa è una scelta chiara e responsabile, senza nessuna visione ideologica e politica, ma solo di buon senso perché tutti abbiamo a cuore il nostro Paese e a noi che ci viviamo.